La Principessa Elettra Marconi Giovanelli con il figlio Guglielmo Giovanelli Marconi

La Principessa Elettra Marconi Giovanelli dedica la sua vita alla
tutela del genio di suo padre Guglielmo Marconi, alla Famiglia e al
figlio Guglielmo Giovanelli Marconi.

Testimome delle grandi scoperte del Padre che rivoluzionarono l’epoca
moderna, inventore della telegrafia senza fili che salvò tante vite e
di tutto ciò che ne consegue: dalla radio, alla televisione e ai
telefoni cellulari, la Principessa fu battezzata con il nome del
panfilo “Elettra” che negli anni Venti e Trenta solcò le acque di
tutti i mari del mondo, così chiamata da Guglielmo Marconi e da dove
lo scenziato effettuò moltissimi dei suoi esperimenti sulle onde
elettromagnetiche, sull’antenna parabolica, sul radar per salvare le
navi dalla nebbia, da dove per la prima volta venne sperimentata
quella frequenza da cui scaturirono tante strabilianti rivelazioni che
valsero a Guglielmo Marconi il Premio Nobel per la Fisica nel 1909.

Sempre vigile, la Principessa porta in sé il segno di un’epoca, di
esperinze internazionali al più alto livello, d’incontro con i grandi
della Storia; donna intellettualmente brillante: sempre vigile e
presente quanto attenta agli sviluppi futuri nella promozione di
eventi e sostegno alle iniziative e musei che portando il nome del
celebre scienziato, d’impulso ai giovani talenti e agli appassionati
radioamatori, a coloro che fanno della scienza della telecomunicazione
il proprio interesse e passione: «I radioamatori sono le persone più
attive, più riconoscenti a mio padre … sono parole di Elettra Marconi
Giovanelli – Quando parlo in pubblico, li ringrazio sempre».

 

Insignita di prestigiose onorificenze, particolarmente significative sono il conferimento a Bologna il 25 Aprile del 2001 della Patente
ordinaria da Radioamatore e quella della cittadinanza onoraria di Castel Gandolfo, dove Guglielmo Marconi diresse l’impianto della nuova
Stazione radio e dove per la prima volta nel mondo attuò con l’impiego delle microonde il collegamento radiotelefonico fra la Città del
Vaticano a Roma e il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

Diffusi dalla nuova Stazione radio memorabili  furono il messaggio natalizio del 1936, che il Papa Pio XI trasmise dal letto dove per
malattia era trattenuto e quello del 2 settembre 1938, tra le due Grandi guerre, lanciato da Castel Gandolfo come assoluta invocazione
di pace.

 

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